sabato 6 giugno 2015

TITOLO: DIMMI CHI SEI...E NON GUARDARE OLTRE.

Come ogni mattina dopo aver svolto i suoi "doveri" mattutini,  Joseph si riuniva con persone che facevano parte dell'associazione da lui creata l'Associazione "Amici per me".
Il suo progetto  lo sognava da sempre, da quando lavorava come dirigente, ma essendo spesso impegnato, rimandava sempre al giorno successivo.
Con il passare dei giorni sentiva che qualcosa non stava andando come lui desiderava, forse perchè sentiva il passare degli anni che scorrevano inesorabilmente nella sua mente ma anche vedeva i suoi anni nella sua "umida" pelle e nella sua mente che iniziava a rendere sempre meno, ogni giorno che passava.
L'Associazione "Amici per me", nome che lui sentiva "caldo" e di "conforto" per i senzatetto, per le famiglie bisognose ma anche per chi come spesso accadeva andava a prendere cibo, bevande calde, e oggetti di altro genere solamente per sottrarli ai bisognosi, quelli veri.
Famiglie benestanti ce ne erano molte e di volontari per assistere queste persone si contavano sulla punta delle dita.
Pochissime persone volevano assistere i  bisognosi; chiunque passava da lì davanti a quel portone dove erano i "poveri", facevano una smorfia di dissenso e andavano via proseguendo per la propria strada, mentre invece c'era chi passava con una grossa  borsa  della spesa contenete cibo e bevande da donare a chi da giorni era per le vie e le piazze a mendicare per qualche spicciolo di vita.
I giorni passavano, i volontari iniziavano ad aumentare di numero e l'Associazione "Amici per me" rendeva omaggio  a chiunque entrasse a farne visita.
C'era una saletta dove vi erano molte sedie riunite intorno ad un tavolo grandissimo rettangolare in modo tale da farci stare tutti, anche stretti stretti, girato l'angolo dove era posta la cucina si trovava un bagno e  più avanti un lungo corridoio che portava ai posti letto.

SCENEGGIATURA: DIMMI CHI SEI ....E NON GUARDARE OLTRE....


In merito a tutto ciò che succede oggi nel mondo, Joseph , un signore di mezza eta' che disponeva di una grossa somma di denaro, di una grandissima villa nella Contea di Picwich, era solito dimostrare a tutti quanti, ma piu' a se stesso, quello che lui pensava del posto in cui viveva e delle persone che  avevano lavorato insieme a lui.
Era una persona disponibile con tutti, solare, un bell'uomo, aveva lavorato come  dirigente in un'azienda ospedaliera, non aveva moglie, né figli, ma aveva tanta voglia di aiutare persone che non riuscivano ad arrivare a fine mese con la poca pensione che prendevano.
Joseph solitamente si alzava presto la mattina, faceva un'abbondante colazione, stilava una lista delle cose da fare durante il giorno e infine si preparava per uscire e portare il suo meraviglioso cane, un cocker, a fare la passeggiata mattutina.
Nelle vicinanze della sua villa, vi era una casa piuttosto grande  dove ogni giorno alla solita ora, uscivano madre ,padre e figlio piccolo che veniva portato all'asilo, poi i genitori una volta lasciato il piccolo in buone mani, correvano ognuno ai propri lavori quotidiani.
Il padre del piccolo, era poliziotto in un ufficio vicino casa, la madre era una addetta alla vigilanza dei negozi che erano al centro della città.
Joseph, portando il suo cane a fare una passeggiata aveva occasione di fare una camminata, perchè, essendo solo era solito rimanere a casa a causa di una malattia che nei momenti di sconforto e di stanchezza gli causava danni alle gambe e alle articolazioni delle braccia, quindi la sua capacità di muoversi era ridotta al minimo delle sue forze.
  



mercoledì 25 marzo 2015

sceneggiando: IL CAFFE' DEI GRANDI ARTISTI.

sceneggiando: IL CAFFE' DEI GRANDI ARTISTI.: Incontrarsi con grandi artisti , chimici, letterati, matematici, archivisti e molti altri è un'esperienza che mai e poi mai può differir...

IL CAFFE' DEI GRANDI ARTISTI.

Incontrarsi con grandi artisti , chimici, letterati, matematici, archivisti e molti altri è un'esperienza che mai e poi mai può differire dalle tue aspettative di vita.
Magari in quel determinato momento pensi che la tua vita è distrutta e ti senti a pezzi , fai una mossa con la testa e vedi questi grandi tavoli dentro un bar, bellissimo ,occupato da personaggi che solamente nei libri di scuola avevi visto scritto i loro nomi, Giacomo Leopardi, Niccolò Machiavelli, Ugo Foscolo, Umberto Saba,  storici come Mussolini, Hitler, Carlo Magno, e molti altri. Sono dentro il bar, ognuno al proprio tavolo intenti a scrivere pezzi di storia e letteratura che poi sarà viva nella nostra esistenza.
Entrando nel bar si respira aria di "sapienza" di "scioltezza" ma anche  di "rigidità" di "sapore di sapere" che vorresti subito approfondire per portarti ai livelli dei grandi artisti presenti in sala; allora fai di tutto per essere sempre presente , per estrapolare da ognuno pillole di sana saggezza, che nella vita di tutti i giorni non c'è.
La televisione insegna fino ad un certo livello, non può arrivare ad insegnare Leopardi, il suo pensiero, le sue opere, o meglio , ci può essere qualcuno che le spiega, ma non sarà mai come averle sentite dalla bocca di Leopardi, e altri artisti.
E' tutta un'atmosfera parallela alla vita.
Vorresti che ogni giorno fosse così.
E lo è.

venerdì 6 marzo 2015

IL CAFFE' DEI GRANDI ARTISTI.


IL CAFFE' DEI GRANDI ARTISTI.

Meriti, gioie, pensieri, sconfitte, partite vinte.
Partite della vita che non credevi tue, ma solo di chi sapeva veramente "vivere" e gioire della vita.
La storia di questo romanzo nasce con l'intento di portare avanti lo straordinario talento di grandi artisti che hanno fatto la "storia" del viver bene, della cultura, della saggezza, ma anche della vita in sè stessa.
Nel "Caffè dei grandi artisti" si respira aria di cultura del saper "leggere" senza altri scopi, tranne quello di "apprendere". 
Si discute di storia, di arte, di cinema, di letteratura, di come si potrebbe cambiare modo di vivere per la lettura e con la lettura.
Si discute anche di come la lettura di ogni singola disciplina possa mutare in parte o completamente la "natura" psicologica di ogni individuo senza che questo se ne renda conto.
Il periodo in cui si svolge la storia di questo romanzo è un periodo di crisi culturali, dove le persone non sapevano  leggere ma neanche scrivere, non sapevano "pensare".
Tutto era dovuto, obbligatorio.